Scardovari Consorzio
Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine
Organizzazione di Produttori Soc. Coop. A r.l.

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  Attività di venericoltura

06/09/2007  


clicca per ingrandire Le aree lagunari dove il Consorzio Coop. Pescatori del Polesine O.P. detiene, demandati dalla Provincia di Rovigo, i diritti esclusivi di pesca dei molluschi si sviluppano in un’estensione di circa 6000 ettari. Tale area è caratterizzata dall’apporto di acque dolci provenienti dai rami del fiume Po: Po di Goro, Po di Gnocca, Po di Tolle, Po di Scirocco, Po di Pila, Po di Tramontana e Po di Maistra. Gli scambi con il mare aperto dipendono esclusivamente dai cicli di marea, e sono fortemente influenzati dagli scanni che separano le varie lagune con il mare stesso. Detti scanni sono in continua evoluzione morfologica dovuta da una parte all’erosione marina e dall’altra all’accrescimento dovuto agli apporti sabbiosi del fiume Po. Nei peculiari ambienti di acque salmastre delle lagune del Delta del Po, così come in vaste aree della laguna Veneta, la specie Tapes philippinarum, immessa agli inizi degli anni ’80, ha trovato condizioni estremamente favorevoli sia alla crescita che alla riproduzione e quindi all’allevamento. Come sottolineato da Rossi, questa attività ha subito un impulso senza precedenti avendo come risultato lo sviluppo di una economia che localmente si basa, ormai in quota parte rilevante, sullo sfruttamento di questa risorsa. Come accaduto per la vicina Sacca di Goro, nelle lagune in gestione al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, è stata quasi da subito abbandonata la semplice pesca e si è ben presto passati alla gestione dei banchi naturali con pratiche di risemina (restocking) e di trasferimento degli individui da zone meno idonee a zone più idonee alla crescita.

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